Residenze

La Fondazione ha attivato i progetti di residenze d’artista nel 2009. Le residenze sono su invito e danno la possibilità agli artisti di entrare a stretto contatto con la realtà della Fondazione e con tutto ciò che ne fa parte. Dopo un sopralluogo, l’artista, in relazione alla propria ricerca personale, sviluppa un progetto appositamente per gli spazi della Fondazione. La residenza vera e propria ha la durata di circa un mese durante il quale l’artista, coadiuvato dalla Fondazione, si confronta con il territorio e realizza il progetto che termina con una mostra personale. L’artista è chiamato a dialogare con la città sia attraverso incontri aperti al pubblico, sia attraverso la collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania che vengono coinvolti nella realizzazione dei progetti attraverso workshop e seminari.

I primi due progetti di residenza d’artista attivati dalla Fondazione sono stati denominati Fortino1 e Cretto e si sono sviluppati dal 2009 al 2012 con il susseguirsi di 8 mostre. Gli artisti sono stati selezionati, secondo criteri di qualità dai tre curatori designati a comporre il comitato scientifico del progetto: Helmut Friedel, storico direttore della Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco, Giovanni Iovane, curatore indipendente e docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Brera, Nuno Faria, curatore indipendente e professore presso l’università dell’Algarve.

Fortino1

Con Michael Beutler, Seb Koberstädt, Christian Andersson, Diego Perrone, Paolo Parisi e Luca Vitone, Fortino1 ha coinvolto artisti dell’area Mitteleuropea (Germania, Svezia, Italia) chiamati a produrre dei lavori oggetto di mostre temporanee.

Per i due curatori, Friedel e Iovane, le opere degli artisti chiamati a produrre devono essere strumento efficace per definire una nuova lettura del contesto attraverso occhi “stranieri”, dando un importante contributo per la riduzione della distanza tra le culture. Fortino1 aderisce perfettamente agli scopi che si prefigge la Fondazione Brodbeck e alle peculiarità del luogo in cui si opera, con l’intenzione manifesta di suggerire un’apertura in un luogo fortemente caratterizzato.

Cretto

Il progetto Cretto, a cura di Nuno Faria, è stato costruito concettualmente a partire da e per il luogo in cui viene presentato: la Fondazione Brodbeck. Maturato durante un lungo periodo di progettazione, ha incluso viaggi di preparazione, diverse sessioni di lavoro con i responsabili artistici della Fondazione e ore di discussione con gli artisti che poi sono stati presentati. L’obiettivo iniziale era quello di proporre un programma complementare al progetto Fortino1 mettendo in evidenza artisti provenienti dal sud Europa o dall’America Latina. Il titolo del progetto da un lato evoca lo spirito e l’energia mitologica della Sicilia, richiamandone uno dei momenti/monumenti fondatori della concezione di memoria quale funzione incaricata a preservare e trasmettere l’energia nel tempo; dall’altro si riferisce al significato letterale della parola: crepa, intervallo, taglio.

Esther Kläs

Our Reality (ottobre 2015 – gennaio 2016)

“I miei nonni avevano una tazza sulla quale era scritto La Mia Tazza su di un lato, e La Tua Tazza sull’altro. Tenere la tazza con la scritta La Mia Tazza rivolta verso di me sembrava chiaro. Rivolgere la scritta La Tua Tazza a chi stesse di fronte a me appariva logico, ma non sono mai riuscita a smettere di domandarmi se la persona di fronte a me, mentre leggeva la scritta La Tua Tazza, pensasse fosse riferita a se stesso/stessa o a me”…